Una storia surreale che abbiamo scoperto pochi giorni fa
Vi raccontiamo una vicenda surreale. L’abbiamo scoperta per
caso.
Durante l’ultima riunione della commissione Bilancio, quando
si è parlato di Imu e di risparmi alla
spesa corrente (necessari per non gravare con le tasse sui cittadini), il
nostro capogruppo in consiglio comunale ha chiesto al sindaco che fine avesse
fatto il progetto dei pannelli fotovoltaici da piazzare sul tetto del
palazzetto dello Sport.
Il sindaco ha risposto dicendo che il progetto è fermo non
essendo stato finanziato dalla Regione. Ha aggiunto però che in una fase qual è
quella attuale, un simile progetto non sarebbe più utile né conveniente,
favorendo soltanto le grandi multinazionali dell’energia e dei carburanti.
La delibera è stata votata nell’ultimo giorno utile. Il 15
aprile, infatti, scadeva il termine per la presentazione delle domande di
contributo da presentare in Regione, così come stabilito dalla Dgr 11245 del 10
febbraio 2010. La straordinarietà della delibera nr. 86 sta anche nel fatto che
la pubblicazione è stata contestuale all’approvazione, caso davvero più unico
che raro in un Comune abituato a tenere nei cassetti per mesi i propri
provvedimenti.
Il 29 giugno 2010,
il dirigente del settore infrastrutture della Regione Lombardia ha emanato il
decreto con la graduatoria dei progetti finanziati e con l’elenco di quelli non
ammessi. I progetti presentati sono stati 1.472.
Di questi, 789 sono stati dichiarati
ammissibili. Va detto che non tutti sono stati finanziati, perché a
disposizione c’erano soltanto 6,6
milioni di euro. Ma i numeri fanno capire l’entità e l’importanza del bando
regionale.
E il progetto di Porlezza, vi starete chiedendo, che fine ha
fatto? Una brutta fine. È stato infatti dichiarato «improcedibile».
Non è
stato nemmeno preso in considerazione. E sapete perché? Perché la domanda di
presentazione non era stata firmata.
Proprio
così. Mancava una firma. E tutto è andato a rotoli. In primo luogo, i
contributi regionali. E, di seguito, la credibilità del nostro Comune.
Di
tutto questo, ovviamente, non c’è traccia in alcun documento. Il sindaco si è
ben guardato dallo spiegare ai cittadini come mai i pannelli fotovoltaici non
si fanno più. Noi lo abbiamo scoperto. E ve lo abbiamo raccontato. Meglio tardi
che mai.

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