sabato 7 luglio 2012

Manca una firma sulla domanda. Il progetto dei pannelli fotovoltaici naufraga per un errore imbarazzante


Una storia surreale che abbiamo scoperto pochi giorni fa


Vi raccontiamo una vicenda surreale. L’abbiamo scoperta per caso.
Durante l’ultima riunione della commissione Bilancio, quando si è parlato di Imu e di risparmi alla spesa corrente (necessari per non gravare con le tasse sui cittadini), il nostro capogruppo in consiglio comunale ha chiesto al sindaco che fine avesse fatto il progetto dei pannelli fotovoltaici da piazzare sul tetto del palazzetto dello Sport.
Il sindaco ha risposto dicendo che il progetto è fermo non essendo stato finanziato dalla Regione. Ha aggiunto però che in una fase qual è quella attuale, un simile progetto non sarebbe più utile né conveniente, favorendo soltanto le grandi multinazionali dell’energia e dei carburanti.
Spiegazione niente affatto convincente, che ci ha spinto a fare alcune ricerche. Dopo le quali è emersa una verità imbarazzante. Andiamo con ordine. Il 15 aprile 2010 la giunta ha votato la delibera nr. 86 con cui si  approvava il progetto definitivo ed esecutivo dei pannelli fotovoltaici. Un lavoro da 400mila euro, da finanziare per il 59,90% con un contributo della Regione.
La delibera è stata votata nell’ultimo giorno utile. Il 15 aprile, infatti, scadeva il termine per la presentazione delle domande di contributo da presentare in Regione, così come stabilito dalla Dgr 11245 del 10 febbraio 2010. La straordinarietà della delibera nr. 86 sta anche nel fatto che la pubblicazione è stata contestuale all’approvazione, caso davvero più unico che raro in un Comune abituato a tenere nei cassetti per mesi i propri provvedimenti.
Il 29 giugno 2010, il dirigente del settore infrastrutture della Regione Lombardia ha emanato il decreto con la graduatoria dei progetti finanziati e con l’elenco di quelli non ammessi. I progetti presentati sono stati 1.472. Di questi, 789 sono stati dichiarati ammissibili. Va detto che non tutti sono stati finanziati, perché a disposizione c’erano soltanto 6,6 milioni di euro. Ma i numeri fanno capire l’entità e l’importanza del bando regionale.
E il progetto di Porlezza, vi starete chiedendo, che fine ha fatto? Una brutta fine. È stato infatti dichiarato «improcedibile».
Non è stato nemmeno preso in considerazione. E sapete perché? Perché la domanda di presentazione non era stata firmata.
Proprio così. Mancava una firma. E tutto è andato a rotoli. In primo luogo, i contributi regionali. E, di seguito, la credibilità del nostro Comune.
Di tutto questo, ovviamente, non c’è traccia in alcun documento. Il sindaco si è ben guardato dallo spiegare ai cittadini come mai i pannelli fotovoltaici non si fanno più. Noi lo abbiamo scoperto. E ve lo abbiamo raccontato. Meglio tardi che mai.

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