lunedì 2 luglio 2012

Il superlavoro di fine anno: 25 determine in due soli giorni Scusate la pignoleria, ma qui c’è qualcosa che non funziona


Democrazia e trasparenza: due parole sconosciute a Porlezza

Il 28 giugno scorso, il Comune di Porlezza ha pubblicato all’albo pretorio informatico le determine dirigenziali assunte dagli uffici nel dicembre 2011. Sei mesi di ritardo nella pubblicazione di atti fondamentali sono una costante.
Noi abbiamo denunciato più volte questa situazione vergognosa, ma non abbiamo ottenuto nulla.
Le rassicurazioni del sindaco sulla volontà di mettere fine a una prassi che impedisce alla minoranza (e a tutti i cittadini, in realtà) di conoscere l’attività del Comune sono state parole vuote.

È del tutto evidente che manca completamente la volontà politica di rendere trasparente il lavoro dell’amministrazione.
Avere la possibilità di apprendere in tempi ragionevolmente brevi le decisioni prese dagli uffici (sempre su mandato politico della giunta) significherebbe, per un’opposizione qual è la nostra, poter informare con tempestività tutta la comunità porlezzese e avere anche spazi di agibilità politica più ampi.
Tutto questo non accade.
Non accade per le determine, che sono pubblicate, quando va bene, appunto, con sei mesi di ritardo.
E non succede con le delibere di giunta, che vengono letteralmente “distillate” e rese note con “ritmi” inaccettabili.
La richiesta di modificare i regolamenti e di stabilire una certezza dei tempi di pubblicazione degli atti non è mai stata accolta.
Noi avevamo proposto in modo formale, attraverso una mozione, 15 giorni per le delibere e 30 giorni per le determine.
Facciamo notare che gli atti della pubblica amministrazione sono necessariamente scritti. Nel momento in cui vengono assunti (dalla giunta o dagli uffici) devono essere completi. Vale a dire, terminati in ogni loro parte. Potrebbero quindi essere pubblicati subito, in modo contestuale all’approvazione.
E in verità, rarissimamente accade. Ad esempio quando la giunta dà il via libera a progetti che devono essere finanziati e i cui bandi scadono il giorno successivo.
In quel caso, allora, la solerzia e la tempistica sono da Guinnes. Bastano pochi minuti.
Diversamente, gli atti restano per mesi e mesi nei cassetti del municipio. Nel totale disprezzo delle regole di una democrazia che si autodefinisce cristallina ma che è invece opaca (quando non completamente oscurata).
E veniamo a quanto accaduto qualche giorno fa.
Il 28 giugno, si diceva, sono state pubblicate le determine del mese di dicembre 2011. Ben 75 atti (dal numero 518 al numero 593), 25 dei quali assunti in due soli giorni: il 30 e il 31 dicembre.
Per la precisione: 10 il 30 dicembre e 15 il 31 dicembre.
Tenuto conto che l’ultimo giorno dello scorso anno era un sabato, siamo di fronte a un evento quasi straordinario. Lo diciamo, ovviamente, con un pizzico di ironia.
Facciamo qualche conto. Nel 2011 i responsabili di servizio del Comune di Porlezza hanno firmato 593 determine. Considerando tutti i giorni dell’anno (festivi e domeniche compresi), il municipio ha viaggiato a una media di 47 determine al mese, ovvero 1,54 al giorno. Arriviamo a dicembre, mese in cui le determine diventano 75, quasi il doppio della media (2,41 al giorno). Facciamo un ulteriore passo avanti e giungiamo agli ultimi due giorni. Con lo spumante nel frigo e il tempo tiranneggiato dai preparativi per il cenone, le determine approvate diventano 25. La media è da record: 12,5 al giorno. Se tenuta per tutto l’anno, si potrebbero contare sui registri comunali oltre 4.560 atti.
Peraltro, tra le 25 determine assunte mentre sta per scoccare l’anno nuovo ce ne sono alcune piuttosto importanti: dagli impegni di spesa per la fornitura di energia elettrica all’aggiornamento dei costi di costruzione (la solita mazzata sui cittadini ignari), alla proroga di alcuni appalti.
Le conclusioni preferiamo lasciarle a ciascuno di voi. Una cosa, però, vogliamo ribadire. Nel Comune di Porlezza la democrazia, intesa nel senso più ampio di rispetto sostanziale delle regole, non ha cittadinanza. La forma e salva. Tutto il resto viene calpestato in modo scientifico.


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