Democrazia e trasparenza: due parole sconosciute a Porlezza
Il 28 giugno scorso, il Comune di Porlezza ha pubblicato
all’albo pretorio informatico le determine dirigenziali assunte dagli uffici
nel dicembre 2011. Sei mesi di ritardo
nella pubblicazione di atti fondamentali sono una costante.
Noi abbiamo denunciato più volte questa situazione
vergognosa, ma non abbiamo ottenuto nulla.
Le rassicurazioni del sindaco sulla volontà di mettere fine a
una prassi che impedisce alla minoranza (e a tutti i cittadini, in realtà) di
conoscere l’attività del Comune sono state parole vuote.
È del tutto evidente che manca completamente la volontà politica di rendere trasparente il lavoro dell’amministrazione.
Avere la possibilità di apprendere in tempi ragionevolmente
brevi le decisioni prese dagli uffici (sempre su mandato politico della giunta)
significherebbe, per un’opposizione qual è la nostra, poter informare con
tempestività tutta la comunità porlezzese e avere anche spazi di agibilità
politica più ampi.
Tutto questo non accade.
Non accade per le determine, che sono pubblicate, quando va
bene, appunto, con sei mesi di ritardo.
E non succede con le delibere di giunta, che vengono
letteralmente “distillate” e rese note con “ritmi” inaccettabili.
La richiesta di modificare i regolamenti e di stabilire una
certezza dei tempi di pubblicazione degli atti non è mai stata accolta.
Noi avevamo proposto in modo formale, attraverso una
mozione, 15 giorni per le delibere e
30 giorni per le determine.
Facciamo notare che gli atti della pubblica amministrazione
sono necessariamente scritti. Nel momento in cui vengono assunti (dalla giunta
o dagli uffici) devono essere completi. Vale a dire, terminati in ogni loro
parte. Potrebbero quindi essere pubblicati subito, in modo contestuale
all’approvazione.
E in verità, rarissimamente accade. Ad esempio quando la
giunta dà il via libera a progetti che devono essere finanziati e i cui bandi
scadono il giorno successivo.
In quel caso, allora, la solerzia e la tempistica sono da
Guinnes. Bastano pochi minuti.
Diversamente, gli atti restano per mesi e mesi nei cassetti
del municipio. Nel totale disprezzo delle regole di una democrazia che si
autodefinisce cristallina ma che è invece opaca
(quando non completamente oscurata).
E veniamo a quanto accaduto qualche giorno fa.
Il 28 giugno, si diceva, sono state pubblicate le determine
del mese di dicembre 2011. Ben 75 atti
(dal numero 518 al numero 593), 25 dei
quali assunti in due soli giorni: il 30 e il 31 dicembre.
Per la precisione: 10 il 30 dicembre e 15 il 31 dicembre.
Tenuto conto che l’ultimo giorno dello scorso anno era un
sabato, siamo di fronte a un evento quasi straordinario. Lo diciamo,
ovviamente, con un pizzico di ironia.
Facciamo qualche conto. Nel 2011 i responsabili di servizio
del Comune di Porlezza hanno firmato 593
determine. Considerando tutti i giorni dell’anno (festivi e domeniche compresi),
il municipio ha viaggiato a una media di 47 determine al mese, ovvero 1,54 al giorno. Arriviamo a dicembre,
mese in cui le determine diventano 75, quasi il doppio della media (2,41 al
giorno). Facciamo un ulteriore passo avanti e giungiamo agli ultimi due giorni.
Con lo spumante nel frigo e il tempo tiranneggiato dai preparativi per il
cenone, le determine approvate diventano 25. La media è da record: 12,5 al
giorno. Se tenuta per tutto l’anno, si potrebbero contare sui registri comunali
oltre 4.560 atti.
Peraltro, tra le 25 determine assunte mentre sta per
scoccare l’anno nuovo ce ne sono alcune piuttosto importanti: dagli impegni di
spesa per la fornitura di energia elettrica all’aggiornamento dei costi di
costruzione (la solita mazzata sui cittadini ignari), alla proroga di alcuni
appalti.
Le conclusioni preferiamo lasciarle a ciascuno di voi. Una
cosa, però, vogliamo ribadire. Nel Comune di Porlezza la democrazia, intesa nel
senso più ampio di rispetto sostanziale delle regole, non ha cittadinanza. La
forma e salva. Tutto il resto viene calpestato in modo scientifico.

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