martedì 12 giugno 2012

La stangata Imu può essere evitata


Tasse e bilancio

Evitare in ogni modo possibile la stangata Imu. È questo l’obiettivo che l’Unione Civica Ripensando Porlezza si pone in vista della definizione delle aliquote dell’imposta sugli immobili. 
Evitare la stangata significa, in concreto, lavorare in consiglio comunale per modulare il più possibile l’applicazione della tassa e arrivare al prossimo 30 settembre - data entro la quale si dovrà deliberare in via definitiva - con una proposta che non penalizzi i cittadini e, soprattutto, le famiglie. In tempi di crisi, ogni scelta va fatta con grande attenzione. Pensando innanzitutto alle conseguenze che essa potrà avere su chi oggi si trova a fronteggiare una situazione complicata, difficile, talvolta inestricabile.
Una prima discussione sull’Imu è stata avviata lunedì 11giugno in commissione Bilancio.
La riunione, convocata anche grazie alla nostra insistenza (lo abbiamo prima chiesto in consiglio e poi ribadito in una lettera inviata alla fine di aprile) è servita per avere quantomeno il quadro della situazione.
Il nostro gruppo si era già mosso chiedendo all’ufficio ragioneria le proiezioni di incasso. Adesso siamo in grado di fare qualche affermazione più ragionata.
Va fatta una premessa. Non c’è dubbio che l’Imu sia una tassa particolarmente “ingiusta”. È infatti applicata dai Comuni ma viene in parte incassata dallo Stato. Rispetto alla vecchia Ici, i cittadini pagheranno di più ma daranno al loro municipio molto meno. Si parla di almeno 300mila euro.
Ci rendiamo conto che si tratta di soldi necessari per il bilancio comunale. Che bisogna in qualche modo recuperare.
Non è nostra intenzione fare demagogia né cedere al facile populismo. È possibile che le aliquote dell’Imu si debbano elevare. Tuttavia, vogliamo dire che c’è modo e modo di incidere sulle tasche dei cittadini.
La nostra proposta, almeno in questa fase iniziale (e in attesa di conoscere meglio le proiezioni di incasso dopo il pagamento della rata di giugno) è semplice: diciamo no all’aumento dell’aliquota sulla prima casa.
Chiediamo di agire invece sull’aliquota ordinaria, modulando con attenzione l’imposta per le singole tipologie catastali.
Chiediamo inoltre forte attenzione per i proprietari di case concesse in comodato ai congiunti diretti, per i proprietari che sono ricoverati in case di riposo e per i proprietari di immobili strumentali (negozi e capannoni artigiani).
Nell’ultimo anno il Comune di Porlezza ha imposto la tassa di soggiorno e riempito il paese di parcheggi blu. Questi incassi che potremmo, con un eufemismo, definire “straordinari” vanno utilizzati, almeno in quota parte, per evitare l’aumento dell’Imu. Stiamo parlando di cifre non indifferenti. Per ammissione dello stesso sindaco, la tassa di soggiorno potrebbe portare nelle casse del municipio circa 100mila euro, mentre nel 2011 i posteggi a pagamento hanno fatto registrare un’entrata superiore ai 25mila euro. Considerato l’aumento consistente del numero di posti blu, è lecito pensare che queste cifre siano destinate a crescere.
C’è poi il capitolo dei tagli di spesa. Su cui potremo essere più chiari quando vedremo il bilancio preventivo. Una cosa è certa: non si possono chiedere ulteriori sacrifici ai cittadini senza iniziare con il buon esempio.
L’Imu più alta potrà essere giustificata soltanto se i “tagli” inizieranno dall’alto. Dalla spesa corrente, anzitutto. Ancora troppo elevata.


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