venerdì 22 giugno 2012

La stangata che non t’aspetti. In attesa delle aliquote Imu vanno alle stelle gli oneri edilizi


Sono in vigore da 2 mesi ma la delibera è stata pubblicata adesso


La stangata fiscale non è soltanto quella relativa all’imposta sulla proprietà immobiliare. Si possono tartassare i cittadini anche aumentando gli oneri edilizi.
A Porlezza è successo. Due mesi fa, il 24 aprile, la giunta ha deliberato il “ritocco” dei diritti di segreteria sui permessi di costruire. I diritti di segreteria equivalgono alla vecchia carta bollata.
Vuoi un certificato? Paga. Devi mettere un timbro? Paga. Paga. Paga.

Il risultato è deprimente. Per chi è costretto a tirare fuori i soldi, è ovvio. In ogni caso, la realtà è questa. Aumenta tutto. E in modo spaventoso.
Qualche esempio: raddoppiano i diritti di segreteria per le proroghe del termine di ultimazione dei lavori (da 51,65 a 100 euro); costerà 50 euro (prima non si doveva dare nulla) il foglio sul quale è scritto il parere della commissione per il paesaggio in aree non soggette a vincolo; raddoppia il timbro sul permesso di costruire gratuito (da 51,65 a 100 euro). E via aumentando. Un salasso. Ingiustificato.
L’obiezione, ovvia, di chi governa sarà la necessità di adeguare tariffe ferme da qualche anno. La replica, altrettanto logica, è che in momenti di crisi, affondare le mani nel borsellino della gente è suicida.
Peraltro, il mercato dell’edilizia è praticamente fermo. Non saranno certamente 50 o 100 euro a mettere ulteriormente in ginocchio un settore in asfissia. Ma il segnale è negativo. Sbagliato.
Oltretutto, si tratta di oneri burocratici. Diritti di segreteria, come detto. Qualcosa che attiene alla vecchia carta. Nell’era del Web 2.0 i servizi ai cittadini diventano più cari. Miracoli di un mondo che non rinuncia al suo (costoso) passato.

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