Sono in vigore da 2 mesi ma
la delibera è stata pubblicata adesso
La stangata fiscale non è soltanto quella relativa
all’imposta sulla proprietà immobiliare. Si possono tartassare i cittadini
anche aumentando gli oneri edilizi.
A Porlezza è successo. Due mesi fa, il 24 aprile, la giunta
ha deliberato il “ritocco” dei diritti di segreteria sui permessi di costruire.
I diritti di segreteria equivalgono alla vecchia carta bollata.
Vuoi un certificato? Paga. Devi mettere un timbro? Paga.
Paga. Paga.
Qualche esempio: raddoppiano i diritti di segreteria per le
proroghe del termine di ultimazione dei lavori (da 51,65 a 100 euro); costerà
50 euro (prima non si doveva dare nulla) il foglio sul quale è scritto il
parere della commissione per il paesaggio in aree non soggette a vincolo;
raddoppia il timbro sul permesso di costruire gratuito (da 51,65 a 100 euro). E
via aumentando. Un salasso. Ingiustificato.
L’obiezione, ovvia, di chi governa sarà la necessità di
adeguare tariffe ferme da qualche anno. La replica, altrettanto logica, è che
in momenti di crisi, affondare le mani nel borsellino della gente è suicida.
Peraltro, il mercato dell’edilizia è praticamente fermo. Non
saranno certamente 50 o 100 euro a mettere ulteriormente in ginocchio un
settore in asfissia. Ma il segnale è negativo. Sbagliato.

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